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BF International sale al controllo di Diagram con un'operazione da circa 448 milioni

BF International paga circa 221 milioni di euro per il 41,6% di Diagram e può salire al 98,2% entro il 2029 tramite le opzioni su CDP Equity.

BF International sale al controllo di Diagram con un'operazione da circa 448 milioni

BF International Best Fields Best Food Limited, il braccio internazionale del gruppo agroindustriale italiano quotato B.F. S.p.A., ha firmato due accordi per acquisire una partecipazione di controllo in Diagram S.p.A., che sviluppa piattaforme tecnologiche e servizi digitali per l'agricoltura e l'agroalimentare. B.F. ha illustrato i termini in un comunicato del 16 ottobre 2026, ripreso integralmente il giorno successivo da Il Giornale ed Editoriale Domani. Il primo accordo riguarda il 41,6% di Diagram per circa 221 milioni di euro. Considerando anche le opzioni sul resto, MF Milano Finanza stima il corrispettivo base in circa 448 milioni di euro, oltre a interessi ed eventuali aggiustamenti.

BFI deteneva già il 15% di Diagram. Trilantic e i coinvestitori avevano il 41,6% tramite Triagri S.p.A., CDP Equity un altro 41,6% e Siref Fiduciaria il residuo per conto dei manager di Diagram. Con il primo accordo BFI acquisisce il 100% di Triagri, titolare di 11.630.269 azioni Diagram, per circa 221 milioni di euro, soggetti ad aggiustamenti per posizione finanziaria netta e leakage. Di questi, 191 milioni sono dovuti alla data di closing e 30 milioni, maggiorati di un equity ticker, seguiranno in due tranche entro undici mesi. Con il secondo accordo BFI acquista al closing 188.369 azioni, pari a circa lo 0,67%, da CDP Equity per circa 3,7 milioni di euro. Nel complesso BF arriva a circa il 57,3% e ottiene il controllo.

Il 40,9% ancora in mano a CDP Equity, 11.441.900 azioni, è assistito da opzioni call e put reciproche. BFI può esercitare la call su una prima tranche del 22,9% dalla data di closing, per circa 125 milioni di euro più un rendimento composto del 7% annuo, mentre CDP Equity può esercitare la put sullo stesso pacchetto da febbraio 2027 se BFI non lo ha fatto. Il restante 18% seguirà in quattro tranche semestrali del 4,5% ciascuna, per circa 98 milioni di euro complessivi al medesimo rendimento, con trasferimenti che possono proseguire fino al 1 febbraio 2029. Alla fine di quel percorso BF deterrebbe circa il 98,2% e i manager circa l'1,8%. B.F. S.p.A. garantisce il pagamento della tranche da 125 milioni di euro e il relativo rendimento, garanzia qualificata come operazione con parte correlata di maggiore rilevanza poiché Dompé Holdings possiede il 44,43% di B.F. e oltre il 5% di BFI.

Diagram non è una startup. Nel 2025 ha registrato ricavi consolidati di 96,8 milioni di euro, un EBITDA consolidato di 33,4 milioni, una posizione finanziaria netta consolidata di 80,6 milioni e oltre 330 dipendenti. CDP Equity e Trilantic Europe avevano acquisito la maggioranza nel dicembre 2024, e CDP Equity dichiara di avere raddoppiato il capitale investito con un tasso interno di rendimento di circa il 40%, raggiungendo gli obiettivi industriali e finanziari con circa due anni di anticipo, mentre l'organico di Diagram è cresciuto del 15% nel periodo. Il closing è atteso entro il 31 dicembre 2026, con condizioni da avverarsi entro il 20 dicembre: esito positivo delle procedure Golden Power e antitrust, autorizzazioni delle autorità del Regno Unito e consensi dei finanziatori del gruppo Diagram. Federico Vecchioni, presidente di B.F. e amministratore delegato di BF International, ha definito l'integrazione di Diagram un pilastro strategico per rafforzare la piattaforma tecnologica, agritech e commerciale del gruppo.

Perché conta per i fondatori AgriTech: questa è la forma di exit che quasi nessuno mette nel modello. Diagram non è stata venduta a un compratore software né a un industriale esterno al settore. È stata venduta al gruppo agroindustriale che già coltiva, commercia e trasforma, e che era nel libro soci al 15% da quando erano entrati i fondi. Dalla struttura si ricavano tre cose. Primo, il prezzo segue l'utile e non una narrazione di crescita. Circa 448 milioni di euro contro 33,4 milioni di EBITDA 2025 fanno quasi tredici volte, e quel numero lo giustifica il margine su 96,8 milioni di ricavi, non la slide sul mercato potenziale. Secondo, l'uscita del fondo è scaglionata, non netta. CDP Equity mantiene fino al 40,9% sotto opzioni fino al 2029 con un rendimento composto del 7%: è così che un compratore di queste dimensioni acquista una società che non può pagare con un unico assegno, ed è così che un investitore pubblico si fa remunerare l'attesa. Chi ha una banca di sviluppo o un braccio pubblico nel capitale faccia il conto che la propria uscita avrà la stessa forma. Terzo, la logica industriale va nel senso opposto al pitch consueto. BF non compra software per vendere software, compra lo strato di dati e di piattaforma che sta sotto la propria filiera. È il profilo di acquirente che i fondatori di software agricolo sottovalutano più spesso, perché l'operatore consolidato che ha bisogno del vostro prodotto all'interno paga più di quello che vuole rivenderlo. La minoranza del 15% presa da BF due anni prima dell'operazione di controllo è il segnale, e chi oggi negozia un piccolo assegno strategico dovrebbe prezzare ciò che concede alla controparte per il futuro.

Fonte: MF Milano Finanza

BF International sale al controllo di Diagram con un'operazione da circa 448 milioni

Un gruppo agroindustriale compra lo strato di dati che sta sotto la propria filiera, e l'investitore pubblico dall'altra parte del tavolo si fa pagare l'attesa fino al 2029.

Di Dirk Vandenhirtz

· Funding · Europe · 4 min

BF International Best Fields Best Food Limited, il braccio internazionale del gruppo agroindustriale italiano quotato B.F. S.p.A., ha firmato due accordi per acquisire una partecipazione di controllo in Diagram S.p.A., che sviluppa piattaforme tecnologiche e servizi digitali per l'agricoltura e l'agroalimentare. B.F. ha illustrato i termini in un comunicato del 16 ottobre 2026, ripreso integralmente il giorno successivo da Il Giornale ed Editoriale Domani. Il primo accordo riguarda il 41,6% di Diagram per circa 221 milioni di euro. Considerando anche le opzioni sul resto, MF Milano Finanza stima il corrispettivo base in circa 448 milioni di euro, oltre a interessi ed eventuali aggiustamenti.

BFI deteneva già il 15% di Diagram. Trilantic e i coinvestitori avevano il 41,6% tramite Triagri S.p.A., CDP Equity un altro 41,6% e Siref Fiduciaria il residuo per conto dei manager di Diagram. Con il primo accordo BFI acquisisce il 100% di Triagri, titolare di 11.630.269 azioni Diagram, per circa 221 milioni di euro, soggetti ad aggiustamenti per posizione finanziaria netta e leakage. Di questi, 191 milioni sono dovuti alla data di closing e 30 milioni, maggiorati di un equity ticker, seguiranno in due tranche entro undici mesi. Con il secondo accordo BFI acquista al closing 188.369 azioni, pari a circa lo 0,67%, da CDP Equity per circa 3,7 milioni di euro. Nel complesso BF arriva a circa il 57,3% e ottiene il controllo.

Il 40,9% ancora in mano a CDP Equity, 11.441.900 azioni, è assistito da opzioni call e put reciproche. BFI può esercitare la call su una prima tranche del 22,9% dalla data di closing, per circa 125 milioni di euro più un rendimento composto del 7% annuo, mentre CDP Equity può esercitare la put sullo stesso pacchetto da febbraio 2027 se BFI non lo ha fatto. Il restante 18% seguirà in quattro tranche semestrali del 4,5% ciascuna, per circa 98 milioni di euro complessivi al medesimo rendimento, con trasferimenti che possono proseguire fino al 1 febbraio 2029. Alla fine di quel percorso BF deterrebbe circa il 98,2% e i manager circa l'1,8%. B.F. S.p.A. garantisce il pagamento della tranche da 125 milioni di euro e il relativo rendimento, garanzia qualificata come operazione con parte correlata di maggiore rilevanza poiché Dompé Holdings possiede il 44,43% di B.F. e oltre il 5% di BFI.

Diagram non è una startup. Nel 2025 ha registrato ricavi consolidati di 96,8 milioni di euro, un EBITDA consolidato di 33,4 milioni, una posizione finanziaria netta consolidata di 80,6 milioni e oltre 330 dipendenti. CDP Equity e Trilantic Europe avevano acquisito la maggioranza nel dicembre 2024, e CDP Equity dichiara di avere raddoppiato il capitale investito con un tasso interno di rendimento di circa il 40%, raggiungendo gli obiettivi industriali e finanziari con circa due anni di anticipo, mentre l'organico di Diagram è cresciuto del 15% nel periodo. Il closing è atteso entro il 31 dicembre 2026, con condizioni da avverarsi entro il 20 dicembre: esito positivo delle procedure Golden Power e antitrust, autorizzazioni delle autorità del Regno Unito e consensi dei finanziatori del gruppo Diagram. Federico Vecchioni, presidente di B.F. e amministratore delegato di BF International, ha definito l'integrazione di Diagram un pilastro strategico per rafforzare la piattaforma tecnologica, agritech e commerciale del gruppo.

Perché conta per i fondatori AgriTech: questa è la forma di exit che quasi nessuno mette nel modello. Diagram non è stata venduta a un compratore software né a un industriale esterno al settore. È stata venduta al gruppo agroindustriale che già coltiva, commercia e trasforma, e che era nel libro soci al 15% da quando erano entrati i fondi. Dalla struttura si ricavano tre cose. Primo, il prezzo segue l'utile e non una narrazione di crescita. Circa 448 milioni di euro contro 33,4 milioni di EBITDA 2025 fanno quasi tredici volte, e quel numero lo giustifica il margine su 96,8 milioni di ricavi, non la slide sul mercato potenziale. Secondo, l'uscita del fondo è scaglionata, non netta. CDP Equity mantiene fino al 40,9% sotto opzioni fino al 2029 con un rendimento composto del 7%: è così che un compratore di queste dimensioni acquista una società che non può pagare con un unico assegno, ed è così che un investitore pubblico si fa remunerare l'attesa. Chi ha una banca di sviluppo o un braccio pubblico nel capitale faccia il conto che la propria uscita avrà la stessa forma. Terzo, la logica industriale va nel senso opposto al pitch consueto. BF non compra software per vendere software, compra lo strato di dati e di piattaforma che sta sotto la propria filiera. È il profilo di acquirente che i fondatori di software agricolo sottovalutano più spesso, perché l'operatore consolidato che ha bisogno del vostro prodotto all'interno paga più di quello che vuole rivenderlo. La minoranza del 15% presa da BF due anni prima dell'operazione di controllo è il segnale, e chi oggi negozia un piccolo assegno strategico dovrebbe prezzare ciò che concede alla controparte per il futuro.

Fonte: MF Milano Finanza

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