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Biorsaf raccoglie 5,2 milioni guidati da P101 e acquisisce Cooki nella stessa operazione

La piattaforma toscana per la conformità nella sicurezza alimentare porta in cap table un fondo agrifoodtech e l'hub nazionale di trasferimento

Biorsaf raccoglie 5,2 milioni guidati da P101 e acquisisce Cooki nella stessa operazione

Biorsaf, società italiana di software per la conformità nella sicurezza alimentare fondata nel 2021 e con sede a Castell'Azzara, in provincia di Grosseto, ha annunciato il 10 settembre 2026 un round da 5,2 milioni di euro. A guidarlo è stata P101 SGR. Hanno partecipato Maia Ventures, Farming Future, l'hub nazionale di trasferimento tecnologico per l'agrifoodtech, e il fondo di coinvestimento Toscana Next, gestito da CDP Venture Capital. Nella stessa comunicazione la società ha acquisito Cooki, piattaforma bolognese per la gestione delle informazioni alimentari. I termini dell'acquisizione non sono stati resi noti.

La piattaforma BS-Safe digitalizza la documentazione che le imprese alimentari sono tenute per legge a produrre: procedure HACCP di sicurezza alimentare, documentazione di sicurezza sul lavoro e gestione della qualità dell'acqua. La società dichiara oltre 10.000 utenti attivi. Tra i clienti citati figurano il Gruppo Cigierre, la Compagnia Generale Ristorazione, con insegne come Old Wild West, America Graffiti e Wiener Haus, e il distributore Conad.

Cooki è stata fondata nel 2017 da Giuseppe Grammatico. È utilizzata in più di 450 comuni italiani, conta oltre 1.000 utenti e dispone di un database di più di 35.000 prodotti codificati. Le sue funzioni coprono tracciabilità, etichettatura, food costing, gestione delle scorte e rischio allergeni. Insieme a BS-Safe, i due prodotti coprono la catena della conformità dai dati dei fornitori fino all'etichetta sulla confezione.

Biorsaf impiega 40 persone e punta a 120 entro diciotto mesi, finanziando un piano di crescita triennale e l'ulteriore automazione dei processi di qualità e sicurezza. Financecommunity stima il mercato indirizzabile in circa 3,4 milioni di imprese italiane soggette a obblighi di sicurezza alimentare, sul lavoro e dell'acqua, per oltre 12 miliardi di euro l'anno, di cui oggi risulta digitalizzato circa il 3 per cento. Giuseppe Donvito, partner di P101, ha descritto la società come un investimento regtech tipico: forte componente tecnologica, competenza verticale e posizione consolidata in un mercato fortemente regolamentato. Gatti Pavesi Bianchi e Ludovici ha assistito P101, Datyca Legal Design Lab ha assistito Biorsaf e Cooki.

Perché conta per i fondatori AgTech: la conformità resta il cuneo più sottovalutato del software agroalimentare, perché il budget esiste già. Un produttore o un operatore alimentare deve comunque produrre i registri, che voglia o no un abbonamento. È una vendita molto diversa da un guadagno di produttività da difendere contro il margine dell'anno in corso. Due elementi di questa operazione meritano di essere ripresi. Primo: l'acquisizione è arrivata insieme al round, non dopo. Con 5,2 milioni di euro non si compra un concorrente per fare volume, si compra un asset di dati, e 35.000 prodotti codificati con la logica di etichettatura annessa sono anni di lavoro che non si accorciano assumendo. Secondo: vale la pena guardare chi siede in cap table accanto al lead generalista, ossia un fondo dedicato all'agrifoodtech e un hub nazionale di trasferimento tecnologico. In un mercato digitalizzato al 3 per cento il vincolo è la distribuzione verso migliaia di acquirenti piccoli e frammentati, non il prodotto. Quegli investitori sono lì per le porte che aprono, non per l'assegno. Chi vende alla filiera alimentare dovrebbe mettere a prezzo l'obbligo normativo e non il tempo risparmiato, e chiedersi presto quale dataset adiacente dovrà prima o poi comprare invece di costruire.

Fonte: EU-Startups

Biorsaf raccoglie 5,2 milioni guidati da P101 e acquisisce Cooki nella stessa operazione

La piattaforma toscana per la conformità nella sicurezza alimentare porta in cap table un fondo agrifoodtech e l'hub nazionale di trasferimento tecnologico, oltre a un database di prodotti che avrebbe richiesto anni di lavoro.

Di Dirk Vandenhirtz

· Funding · Europe · 3 min

Biorsaf, società italiana di software per la conformità nella sicurezza alimentare fondata nel 2021 e con sede a Castell'Azzara, in provincia di Grosseto, ha annunciato il 10 settembre 2026 un round da 5,2 milioni di euro. A guidarlo è stata P101 SGR. Hanno partecipato Maia Ventures, Farming Future, l'hub nazionale di trasferimento tecnologico per l'agrifoodtech, e il fondo di coinvestimento Toscana Next, gestito da CDP Venture Capital. Nella stessa comunicazione la società ha acquisito Cooki, piattaforma bolognese per la gestione delle informazioni alimentari. I termini dell'acquisizione non sono stati resi noti.

La piattaforma BS-Safe digitalizza la documentazione che le imprese alimentari sono tenute per legge a produrre: procedure HACCP di sicurezza alimentare, documentazione di sicurezza sul lavoro e gestione della qualità dell'acqua. La società dichiara oltre 10.000 utenti attivi. Tra i clienti citati figurano il Gruppo Cigierre, la Compagnia Generale Ristorazione, con insegne come Old Wild West, America Graffiti e Wiener Haus, e il distributore Conad.

Cooki è stata fondata nel 2017 da Giuseppe Grammatico. È utilizzata in più di 450 comuni italiani, conta oltre 1.000 utenti e dispone di un database di più di 35.000 prodotti codificati. Le sue funzioni coprono tracciabilità, etichettatura, food costing, gestione delle scorte e rischio allergeni. Insieme a BS-Safe, i due prodotti coprono la catena della conformità dai dati dei fornitori fino all'etichetta sulla confezione.

Biorsaf impiega 40 persone e punta a 120 entro diciotto mesi, finanziando un piano di crescita triennale e l'ulteriore automazione dei processi di qualità e sicurezza. Financecommunity stima il mercato indirizzabile in circa 3,4 milioni di imprese italiane soggette a obblighi di sicurezza alimentare, sul lavoro e dell'acqua, per oltre 12 miliardi di euro l'anno, di cui oggi risulta digitalizzato circa il 3 per cento. Giuseppe Donvito, partner di P101, ha descritto la società come un investimento regtech tipico: forte componente tecnologica, competenza verticale e posizione consolidata in un mercato fortemente regolamentato. Gatti Pavesi Bianchi e Ludovici ha assistito P101, Datyca Legal Design Lab ha assistito Biorsaf e Cooki.

Perché conta per i fondatori AgTech: la conformità resta il cuneo più sottovalutato del software agroalimentare, perché il budget esiste già. Un produttore o un operatore alimentare deve comunque produrre i registri, che voglia o no un abbonamento. È una vendita molto diversa da un guadagno di produttività da difendere contro il margine dell'anno in corso. Due elementi di questa operazione meritano di essere ripresi. Primo: l'acquisizione è arrivata insieme al round, non dopo. Con 5,2 milioni di euro non si compra un concorrente per fare volume, si compra un asset di dati, e 35.000 prodotti codificati con la logica di etichettatura annessa sono anni di lavoro che non si accorciano assumendo. Secondo: vale la pena guardare chi siede in cap table accanto al lead generalista, ossia un fondo dedicato all'agrifoodtech e un hub nazionale di trasferimento tecnologico. In un mercato digitalizzato al 3 per cento il vincolo è la distribuzione verso migliaia di acquirenti piccoli e frammentati, non il prodotto. Quegli investitori sono lì per le porte che aprono, non per l'assegno. Chi vende alla filiera alimentare dovrebbe mettere a prezzo l'obbligo normativo e non il tempo risparmiato, e chiedersi presto quale dataset adiacente dovrà prima o poi comprare invece di costruire.

Fonte: EU-Startups

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