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Molten Ventures chiude a 175 mln £ il primo closing di un fondo di crescita da 350 mln £

La British Business Bank è investitore ancora con 75 mln £ e Molten impegna 100 mln £ dal proprio bilancio. Il fondo punta a round di Serie B e successivi

Molten Ventures chiude a 175 mln £ il primo closing di un fondo di crescita da 350 mln £

Molten Ventures ha annunciato il 7 settembre 2026 che il nuovo Growth Fund ha raggiunto un primo closing da 175 milioni di sterline, a fronte di una dimensione obiettivo di 350 milioni. La British Business Bank è entrata come investitore ancora con 75 milioni di sterline. La stessa Molten Ventures ha impegnato 100 milioni.

Il fondo investe dalla Serie B in avanti in società tecnologiche britanniche ed europee. Molten indica come settori obiettivo lo spazio, l'intelligenza artificiale, il fintech, il quantistico, il deep tech e l'hardware. A fondamento della strategia cita oltre 40 operazioni in fase di crescita e più di 700 milioni di sterline investiti nell'ultimo decennio.

Molten gestisce oltre 2 miliardi di sterline di attivi, ha impiegato più di un miliardo dal 2016 e dichiara 800 milioni di proventi realizzati. Tra le partecipate citate accanto al fondo figurano ICEYE, SatVu, IMU Biosciences, Thought Machine e Paragraf. Le persone indicate nell'operazione sono Robert Greenwood, senior director dei fondi della British Business Bank, l'amministratore delegato di Molten Ben Wilkinson e il senior partner Franco Danesi.

Il nodo strutturale dell'annuncio è il veicolo, non l'importo. Molten è una società di investimento quotata che finora ha firmato assegni di crescita a valere sul proprio bilancio. Il Growth Fund chiede agli investitori istituzionali di cofinanziare la stessa strategia in un contenitore separato, con un'istituzione a partecipazione pubblica che assume la prima e più grande posizione esterna. Per chi sta raccogliendo capitale il numero rilevante non sono i 175 milioni già chiusi, ma l'obiettivo di 350 milioni e lo stadio a cui è rivolto.

Perché conta per i fondatori AgTech: in questo fondo non c'è quasi nulla di agricolo, ed è esattamente la parte utile. La Serie B e oltre è il punto in cui si bloccano le società europee di hardware agricolo e di biologia agricola. L'assegno necessario per costruire una seconda linea produttiva o finanziare una terza stagione di prove in campo è più grande di quanto gli investitori seed possano seguire e più piccolo di quanto i fondi di crescita europei abbiano storicamente accettato di firmare. Ogni nuovo contenitore da 350 milioni destinato a quello stadio sposta un poco l'aritmetica, ma solo per aziende valutabili con gli stessi strumenti di un business satellitare o di semiconduttori: un prodotto con economia unitaria, un portafoglio ordini contrattualizzato, un passaggio produttivo difendibile. Chi presenta una storia di adozione in azienda agricola supera raramente quell'asticella; chi presenta una storia di manifattura, hardware o biologica, talvolta sì. L'elenco dei settori, spazio, IA, fintech, quantistico, deep tech, hardware, va letto come una descrizione precisa di ciò che il capitale di crescita generalista europeo è oggi disposto a sottoscrivere, per poi chiedersi con onestà quale di quelle parole un deck agricolo di Serie B potrebbe rivendicare senza forzature.

Fonte: Tech.eu

Molten Ventures chiude a 175 mln £ il primo closing di un fondo di crescita da 350 mln £

La British Business Bank è investitore ancora con 75 mln £ e Molten impegna 100 mln £ dal proprio bilancio. Il fondo punta a round di Serie B e successivi in aziende tecnologiche britanniche ed europee.

Di Dirk Vandenhirtz

· Funding · Europe · 3 min

Molten Ventures ha annunciato il 7 settembre 2026 che il nuovo Growth Fund ha raggiunto un primo closing da 175 milioni di sterline, a fronte di una dimensione obiettivo di 350 milioni. La British Business Bank è entrata come investitore ancora con 75 milioni di sterline. La stessa Molten Ventures ha impegnato 100 milioni.

Il fondo investe dalla Serie B in avanti in società tecnologiche britanniche ed europee. Molten indica come settori obiettivo lo spazio, l'intelligenza artificiale, il fintech, il quantistico, il deep tech e l'hardware. A fondamento della strategia cita oltre 40 operazioni in fase di crescita e più di 700 milioni di sterline investiti nell'ultimo decennio.

Molten gestisce oltre 2 miliardi di sterline di attivi, ha impiegato più di un miliardo dal 2016 e dichiara 800 milioni di proventi realizzati. Tra le partecipate citate accanto al fondo figurano ICEYE, SatVu, IMU Biosciences, Thought Machine e Paragraf. Le persone indicate nell'operazione sono Robert Greenwood, senior director dei fondi della British Business Bank, l'amministratore delegato di Molten Ben Wilkinson e il senior partner Franco Danesi.

Il nodo strutturale dell'annuncio è il veicolo, non l'importo. Molten è una società di investimento quotata che finora ha firmato assegni di crescita a valere sul proprio bilancio. Il Growth Fund chiede agli investitori istituzionali di cofinanziare la stessa strategia in un contenitore separato, con un'istituzione a partecipazione pubblica che assume la prima e più grande posizione esterna. Per chi sta raccogliendo capitale il numero rilevante non sono i 175 milioni già chiusi, ma l'obiettivo di 350 milioni e lo stadio a cui è rivolto.

Perché conta per i fondatori AgTech: in questo fondo non c'è quasi nulla di agricolo, ed è esattamente la parte utile. La Serie B e oltre è il punto in cui si bloccano le società europee di hardware agricolo e di biologia agricola. L'assegno necessario per costruire una seconda linea produttiva o finanziare una terza stagione di prove in campo è più grande di quanto gli investitori seed possano seguire e più piccolo di quanto i fondi di crescita europei abbiano storicamente accettato di firmare. Ogni nuovo contenitore da 350 milioni destinato a quello stadio sposta un poco l'aritmetica, ma solo per aziende valutabili con gli stessi strumenti di un business satellitare o di semiconduttori: un prodotto con economia unitaria, un portafoglio ordini contrattualizzato, un passaggio produttivo difendibile. Chi presenta una storia di adozione in azienda agricola supera raramente quell'asticella; chi presenta una storia di manifattura, hardware o biologica, talvolta sì. L'elenco dei settori, spazio, IA, fintech, quantistico, deep tech, hardware, va letto come una descrizione precisa di ciò che il capitale di crescita generalista europeo è oggi disposto a sottoscrivere, per poi chiedersi con onestà quale di quelle parole un deck agricolo di Serie B potrebbe rivendicare senza forzature.

Fonte: Tech.eu

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